24/04/08

Fischia il vento, infuria la bufera scarpe rotte, eppur bisogna andar
a conquistare la rossa primavera dove sorge il sol dell'avvenir
Ogni contrada è patria del ribelle ogni donna a lui dona un sospir
nella notte lo guidano le stelle forte il cuor e il braccio nel colpir
Se ci coglie la crudele morte dura vendetta sarà del partigian
ormai sicura è la dura sorte del fascista vile traditor
Cessa il vento, calma è la bufera torna a casa il fiero partigian
sventolando la rossa sua bandiera vittoriosi al fin liberi siam

15/04/08

"Non sono solitamente un uomo che prega, ma se sei lassù, per favore, salvami, Superman"_H.Simpson

25/01/08

REALTA'

Il governo è caduto. Qualcuno, qui a Roma, confonde l'Italia con il campionato di calcio ed esulta per strada. Qualcun altro confonde il Senato con la curva sud e spunta e grida e stappa bottiglie e mangia mortadella e sporca i banchi, immagino. Qualcuno fa il segno di una pistola con le mani e poi le corna. Qualcuno sviene e forse pure lui sporca i banchi, che schifo. E i problemi della giustizia e la moglie di Mastella e il consuocero di Mastella e i figli di Mastella e lui, Mastella, che non si capisce quando parla e poi Silvio-capelli-di-plastica-elezioni-subito e il popolo alle urne e ridiamo la parola agli italiani (consigli per gli acquisti).... Ci sono due operai che mi stanno sistemando casa. Pochi lavori, ho pochi soldi. Uno dei due è Rares, aitante giovanotto rumeno. L'Altro non ricordo come si chiama, forse Davide, rumeno pure lui. L'Altro vive alla Bufalotta, divide casa con altri amici, parla poco, lavora e sorride molto. "Sta bene in Italia?" chiedo a Rares. Rares dice "lui è arrivato dalla Romania a piedi, attraverso i boschi. Ha dormito nei boschi. Adesso sta benissimo"

15/12/07

LA CASA DUE

l'operaio rumeno - macchè operaio, imprenditore rumeno, l'impresa è sua e infatti ha un bell'aspetto solare, lui, mica come me che ho lavorato fino all'una e mezza ieri sera e a gratis - l'imprenditore, dicevo, è entrato stamattina nella Casa Nuova e ha esclamato un confortante CHE DISASTRO...MA L'AVETE COMPRATA, STA CASA? Si che l'ho comprata....E' UN DISASTRO, CI VORRANNO DUE SETTIMANE e girava con lo sguardo solare, si, ma scettico anche, un po' a dire POVERINA... dice L'INTONACO SI STACCA, GUARDA QUI, E LI' IN ALTO C'E' LA PERDITA E POI LA CREPA E POI L'ARCHETTO SGHEMBO l'archetto lo togliamo IO HO PRESO CASA ALLA BUFALOTTA, BELLA GRANDE, 190MILA EURO si vabbè però a Bufalotta C'E IL CENTRO COMMERCIALE VICINO... si, no, ma io preferisco San Lorenzo...TU SEI DI MILANO! RICONOSCO L'ACCENTO si, sono di Milano, senti, mi fai un preventivo dei lavori? Ho fretta, tanta fretta TANTA FRETTA, SI, TE LO FACCIO AVERE PER GIOVEDI' giovedì??? ma è sabato! giovedì....per giovedì dovrebbero essere finiti i lavori! GIOVEDI' vada per giovedì.

13/12/07

06/12/07

DAY AFTER (rogito ergo sum)

"...e quel mattino aveva
il viso dei vent'anni
senza rughe..."

19/11/07

BRANDELLI DI FINE SETTIMANA

Domani è il 20 novembre. D-day. M-day, nel caso specifico. Mi sono abituata a dormire nonostante l'M-day in avvicinamento. Oggi sono arrivata in studio ed era scomparsa la mia sedia. Scrivo seduta su una poltroncina buona per leggerci il giornale la domenica mattina, non per disegnare. Ridisegno, in punta di sedia, una planimetria tutta fronzoli. Con la schiena disegno una parentesi. Ieri mattina ho finito di leggere un bel libro, scritto da un ragazzo che si chiama Cristò, con l'accento sulla o. Ieri mattina ho visto la casa-mondo di De Renzi, grazie a G. Ieri mattina ho visto San Carlino alle 4 fontane, grazie a G. Ieri pomeriggio ho lavorato, grazie alla signora C. L'altroieri ho passato 4 ore all'Ikea. Ho percorso il percorso all'inverso, e, parlando nella lingua che chiama Expedit le librerie, Lack i ripiani e Kottbullar le polpette, mi sono sentita brutta. Al bancone assistenza-clienti, allo scoccare della quarta ora, guardando G, A e H che mangiavano le patatine, mi son sentita bella. L'altroeri sera ho trafugato martelli e dato pseudo-assistenza a due uomini che prendevano a schiaffoni i fianchi di un'Expedit e ho difeso una fatina coreana dai tragicominci attacchi verbali di un bruto romano (bruto ma bello).

22/10/07

cerco di reagire agli eventi con dignità
parlo meno di quanto vorrei
tanto gli amici lo sanno, quanto sono affannata, quanto veglio, la notte.
lo stomaco sfarfalla, io prendo decisioni titaniche muovendo capitali
risparmiati da generazioni.
e veglio.

11/09/07

10/09/07

06/07/07

PERLE

di Giorgio Muratore Sulla cresta dell’onda, come non mai, Santiago Calatrava ha inaugurato in pompa magna alle Scuderie del Quirinale la sua ultima mostra intitolata “Dalle forme all’architettura”. Nella cornice sontuosa delle antiche stalle pontificie massacrate a suo tempo dalla Gae nazionale l’ineffabile Santiago accompagnato da un codazzo di potentissimi ceffi che spaziavano dall’Opus alla Massoneria…ha mostrato al mondo le sue “opere”…di architettura?…assolutamente, no!…ma solo “disegni” e soprattutto “sculture”…“disegni” e “pitture” da far rabbrividire…e “sculture” poi, a decine, a dimostrare la più totale sordità nei confronti di un’arte che evidentemente non ha mai incrociato il cammino di Santiago…robaccia scopiazzata qua e là…arroganza, incapacità, protervia e delirio di onnipotenza…alla stato puro…palesemente una mostra “estiva” a tappare i buchi di una programmazione delle “Scuderie” che, col passare del tempo, si dimostra sempre più fragile e acefala…Santiago a Roma…chiamato dai soliti “poteri forti” che fanno il bello e il cattivo tempo nella capitale del mattone…sta per realizzare un complesso “olimpico” di dimensioni colossali…fatti suoi e dei suoi sodali capitolini…ma non ci venga anche a rompere i coglioni con le sue ubbìe pseudo-artistiche…la monnezza se la tenga a casa sua…e valga anche per lui l’antico detto… “Offelé, fé el to mesté”…una mostra capace di offendere, insieme, tutte le arti…disegno, pittura, scultura e…architettura…un vero “capolavoro” da “ufficio stampa”…e che comunque, per i masochisti della cultura, resterà aperta fino al 2 di settembre…

03/07/07

OTTANT'ANNI E PASSA

Mio zio Mario è un vecchietto basso e solido, un uomo di campagna, semplice, con l'orto e le galline. Uno che quando lo incontri, rientrando dai tuoi viaggi, compare e scompare discreto. Tu lo vai a trovare e lui è nell'orto oppure in cantina; sale in cucina e beve il caffè della zia Rita e magari ti racconta, biascicando un po', che il giorno prima ha suonato i piatti nella Banda del paese. Che lo ascolti con tenerezza, così. Sabato ho scoperto, di lui, cose che lui non mi ha mai raccontato. Io ho studiato a Parigi, ho viaggiato in India e sono andata a New York e a Londra e dappertutto, un sacco di volte. Lui è andato in guerra. Ci è rimasto per anni. Ogni tanto gli davano qualche giorno di permesso per tornare al paese e raccogliere il grano. Era un socialista, lui, e quando tornava a casa ci trovava i fascisti. Pochi giorni nei campi e poi di nuovo in guerra. Stava sul fronte jugoslavo quando c'è stato l'armistizio. Pare che, con l'armistizio, i soldati non sapessero più cosa fare, come fare. Qualcuno scappava da solo, qualcun'altro diceva che era meglio stare uniti, tornare verso casa tutti insieme, farsi forza così. Lo zio Mario è rimasto nel gruppo ed è stato catturato dai tedeschi che l'hanno messo in un campo di concentramento in Germania. Ci è rimasto per due anni. I tedeschi ordinavano e lui non ci capiva nulla. Si è inventato d'essere stalliere per potersi occupare dei cavalli e mangiare la biada. Scaricava i camion di viveri e chi era preso a rubare, gli sparavano. Lui scaricava, rubava e mangiava. Quando sono arrivati i Russi, insieme a qualche altro compaesano ha preso ottanta cavalli e ha cominciato a tornare a casa. Scendeva verso sud, incontrava le fattorie e vendeva i cavalli per avere da mangiare, da bere. L'ultimo l'ha venduto a Udine. Da Udine al paese, altri 400 chilometri, come abbia fatto non so.